Mamma Delfino

Racconti

25/06/2018

Mamma Delfino

 

Mamma delfino era preoccupata, il suo piccolo cresceva bene, ma lei, molto apprensiva, non aveva mai pace, risalire sul pelo dell’acqua per cercare l’aria e respirare secondo lei era sempre troppo pericoloso. Il Babbo Delfino invece non se ne preoccupava, da sempre e per sempre era stato così, è così, e così sarà, ma cercava inutilmente di rasserenare la mamma del suo Piccolo Delfino.

Il Piccolo Delfino, che per istinto naturale si nutriva, respirava e dormiva con metà cervello e con un occhio aperto, come tutti, appena poteva giocava con i suoi piccoli amici, cacciava un bel banco di pesci, faceva  capriole, e saltava fuori dall’acqua, in quell’aria tanto innaturale quanto vitale.

Mamma Delfino lo sgridava sempre e provava a proibirgli di saltare così fuori dall’acqua.

Un giorno Mamma Delfino riunì il branco, decisa a risolvere definitivamente quel problema, e iniziò un discorso che faceva più o meno così:

-Non siamo Capodogli o Megattere, abbiamo i polmoni molto più piccoli, non possiamo stare per ore sott’acqua, anzi, e questo è pericoloso, ci sono troppo spesso eliche e chiglie affilate di navi, dobbiamo renderci indipendenti, dobbiamo respirare senza rischi!

Un Capodoglio, che aveva presenziato a quell’assemblea, in qualità di Mammifero Anziano e Saggio, sconsigliò loro di cambiare il loro stile di vita, ma fu ignorato.

Tutti i delfini quindi, dopo aver ascoltato Mamma Delfino, concordarono con lei, serviva una soluzione, ma il problema era davvero grande, come era possibile respirare senza salire oltre l’acqua? Allora bandirono un concorso, l’idea migliore sarebbe stata presa in considerazione e attuata per risolvere finalmente quel problema.

Dopo qualche settimana tutto il branco di delfini si riunì.

Le proposte erano davvero tante, la prima proponeva dei boccagli, ma fu bocciata subito, un’altra proponeva di ingaggiare qualche balena affinché portasse ai delfini l’aria necessaria, ma i preventivi che aveva presentato alla comunità erano davvero improponibili, avrebbero potuto pagare i viaggi di approvvigionamento di acqua solo per una settimana. Una terza proposta propose di cercare un posto privo di imbarcazioni, eliche e chiglie maledette, causa della loro rovina, ma in quella proposta, alla voce ‘luogo possibile scelto’ c’era un enorme vuoto, e nessuno mai lo riempì. Un’altra proposta, un po’ più interessante, era di farsi sponsorizzare dalla Adidas, mettere le scarpe da tennis al posto della coda e salire definitivamente sulla terra, la proposta era motivata nei minimi dettagli, d’altra parte i mammiferi terrestri mangiavano lo stesso pesce che mangiavano i delfini!

E così si decise, con gran preoccupazione del Capodoglio  Anziano.

La Adidas fece molto di più, promise a tutto il branco un alloggio in un isola deserta, degli studi pagati, e per i più piccoli un’area riservata in un parco giochi bellissimo.

Inizialmente tutto andava benisse, a parte che il pesce che gli davano da mangiare puzzava sempre un po’, spesso era cotto, spesso aveva degli ami, ma a quelli erano un po’ abituati. Però nessuno si lamentava. Finalmente non rischiavano di essere sfilettati vivi da qualche elica. I delfini smisero di preoccuparsi di cacciare, e, annoiati, mangiarono sempre più, ingrassando a dismisura.

Dopo un po’ di mesi la Nike contattò le orche, un corposo branco, e fece loro la stessa proposta, le orche accettarono, ormai la notizia della comunità di delfini marchiati Adidas aveva fatto notizia, e su PescBook erano ormai virali quei delfini con le scarpe a strisce! Le orche erano tanto arroganti da non consultare mai il capodoglio anziano, anche perché i cuccioli di balena  e capodoglio per loro erano delle abituali prede.

Le orche vennero sistemate in un isola vicinissima a quella dei delfini, soddisfatte anche loro, iniziarono a rilassarsi, e fecero la fine dei delfini, ingrassando smodatamente.

Un giorno il peso dei delfini e delle orche superò la resistenza di quei due isolotti, che sprofondarono in mare, delfini e orche sovrappeso non riuscirono più a stare nemmeno a filo d’acqua per respirare, e iniziarono ad affondare!

Il capodoglio, sempre preoccupato per i suoi amici delfini, sorvegliava regolarmente con tutta la sua comunità, e appena le isole sprofondarono cercarono di salvare tutti, anche le orche, sotterrando atavici dissapori, ma i delfini, decisamente più leggeri delle orche, riuscirono a restare a galla sul dorso dei capodogli, mentre, nonostante vari tentativi, tutte le orche affogarono.

I delfini con il tempo dimagrirono e ripresero a cacciare autonomamente, ristabilendo la loro normale quotidianità.

Le orche, non più assassine, vennero ricordate e la loro storia venne tramandata alle generazioni future come monito, l’evoluzione deve seguire il suo decorso, e le navi, le eliche, le chiglie, ne fanno parte, insieme all’uomo.

 

Cesare

 

25 Giugno 2018