Oggi mi sveglio Passeggero

Racconti

06/04/2018

‚Äč Oggi mi sveglio Passeggero

 

Non vado in Taxi

 

E cerco la mia fermata del Bus, e chiedo, e nessuno me la sa indicare, mi mandano alla stazione dei treni, o mi indicano la metropolitana di superficie, o mi dicono di andare all’emiciclo, ma quelli sono davvero anziani, poi un signore di mezza età mi spiega che a Sassari i Bus li chiamano Tram, e mi indica anche un’applicazione per smartphone che mi faciliterà parecchio, quindi, per andare dove devo andare controllo l’App! Che mi consiglia quale mezzo prendere, e dove, e in quanto tempo, e con quali coincidenze, che meraviglia, scrivo il mio percorso, e tra due vie vedrò la mia fermata, soddisfacente, tanto che decido di fare un abbonamento mensile! E visto che sono in centro, fulcro della viabilità cittadina, vado nel gazebo metallico e, soddisfatto, chiedo un abbonamento! Il signor ATP sorridendo mi propone un bellissimo abbonamento impersonale a 34,50 €, ma io, che mi guardo intorno e sono solo, chiedo un abbonamento personale! Aspettandomi di pagare meno in quanto dedicato e non cedibile a terzi chiedo un abbonamento assolutamente dedicato, personalissimo, nulla, non esiste, e mi chiedo perché chiamarlo impersonale, se non ne esiste uno personale, e soprattutto perché non esiste? Solite cose all’italiana, ovviamente a discapito del cittadino, ma mi sto già rispondendo da solo, mentre vado via con il mio abbonamento, cedibile. Mi avvio alla mia splendida fermata in una splendida e primaverile giornata di sole mentre, mannaggia, inizia a diluviare, ma ci sono sempre le pensiline, è una bellissima città, è un servizio bellissimo, non possono mancare le pensiline, c’è anche l’App! Non possono non esserci, la gente deve potersi riparare dal sole della Sardegna e dalla pioggia, non ne vedo, non trovo pensiline. Fradicio come un pulcino, con il mio abbonamento verde, fradicio anche lui, salgo sul Bus, anzi, sul Tram, buongiorno al conducente, facendo però finta di non sapere che non si parla al conducente! La vecchina che sale dopo me però al conducente parla, eccome, chiedendogli un biglietto, e il conducente risponde, e mentre guida, tra una fermata e l’altra mette in atto una compravendita, con spiccioli vari, del biglietto per la vecchina, mi distraggo dalla distrazione dell’autista e osservo in ogni fermata cosa esiste, cartelli elettronici una fermata si e tre no, che indicano in tempo reale l’attesa del mezzo, che bello, se non diluviasse sarebbe fantastico, una pensilina senza tetto, rara, senza manutenzione, arrugginita quanto i vecchi pali senza elettronica. Osservo ancora, ragazzi che non lasciano il posto ad anziani, anziani che non fanno il biglietto, controllori che temono le reazioni e i pestaggi, ragazzini che denunciano nomi e vie inutili, all’italiana insomma, faccio il giro della città e scendo in viale Italia, e li, come un miraggio, vedo una pensilina… dall’altro lato della strada, la raggiungo, mi ci riparo, è quella della Metropolitana di superficie, non pulitissima, piena di cartelloni di eventi cittadini, ma riparata, attaccata all’edicola e vicino a bancarelle improvvisate di venditori di cover per smartphone, di pentole, di frutta e verdura, di vestiti cinesi, di tutto, e aspetto che spiova.

E aspetto la metro, sai, l’abbonamento del signor ATP vale anche per il signor ARST, ma che bel servizio! E quando finalmente non piove più, dopo due ore e mezza, mi avvicino al palo che presenta orari e percorsi della metro, ma il triangolo che contiene i tre elenchi è per un terzo rotto, e ci sono cicche e cartacce al suo interno, poco male, guardo gli altri due, ma scopro che risale alla primissima metro, quella che non andava oltre la stazione, 2012 leggo, ma siamo nel 2018! E chiedo a un passante distratto, di quelli che si fingono distratti aspettando di poter dire la loro, su tutto, e lo soddisfo, e chiedo se la metro oggi non passa, io sono qua già due ore e mezza e ancora non si vede, lui mi risponde, soddisfatto, polemico, curioso, finto simpatico, dove devo andare, ma senza aspettare la mia riposta incalza, dicendomi che la metro per problemi di sincronia, di mancanza di coordinazione tra comune e arst, due volte su sei si blocca senza che i semafori le permettano di fare tutto il percorso, e ridendo se ne va, senza che io possa nemmeno regalargli il mio abbonamento, cedibile, del Bus, e giuro, domani mi sveglio Automobilista!

 

Cesare

6 Aprile 2018