Finalmente

Racconti

08/01/2018

Finalmente

 

E non sentivo, nulla, non sentivo, preoccupandomi di vivere non sentivo le altre cose, ma che egoismo è questo? Egoismo che incanta il qui e ora e non permette la minima pianificazione di un domani. Allora cercavo di ascoltare, le genti, le menti e le pareti, con discrezione, cercando di carpire tra le righe anche il non detto, non voluto, e travisavo, e tornavo al punto di partenza, e non sentivo.

Impensabile il solo ora, il solo qui, anche se profeti perfetti lo definiscono il portale di se stessi, quello senza chiavi e sempre aperto, ma se impensabile lo devo combattere, e provo a spostarmi la, e oltre, anche se ora, e provo a spostarmi domani, anche se oggi, ma non riesco, e non sentendo nulla faccio finta di arrendermi.

Ma a chi mi arrendo? Orrendo essere con mille forme, animale il cui ciclo riproduttivo stravolge il trascendere emotivo, e chi mi combatte? La curiosità di andare oltre il qui e ora violentando il tempo con mille ore in più di quelle che avrebbe se solo lo lasciassi scorrere vigliaccamente, ma chi mente? Il tempo no, sono io a mentire, e per sentir qualcosa che non è, che non esiste se non quando arriverò a sentirla, e allora vado a sud e mi riposo, per poi insofferente tornare a nord e correre la mia vita e quella di tutti.

E non sentivo nulla, perché non ascoltavo, e finalmente ascolto, il vento e il mare, ed ogni cosa diventa amore, nel sangue del sentire senza più dolore; e vedo nel passato, negandolo a me stesso come se mai avessi vissuto ogni suo amplesso, ma sono un risultato, qui lo sono ed ora lo sono, e se lo sono e quel che sono è ora, non posso non sentire che ora sono qui per il passato, che mai ho dimenticato.

E ora ascolto e sento, e finalmente, non mento.

 

Cesare

8 Gennaio 2017