L'uomo dei sogni

Racconti

28/09/2017

L’uomo dei sogni

 

Un giorno, ingigantito dal calore della gente, lui camminava sorridente senza pensieri, gli volevano tutti bene, e il motivo era semplice, lui prestava i sogni alla gente. In quella mattina soleggiata, sotto una meravigliosa quercia, gli si avvicinò una donna, molto ben curata nell’aspetto e nei dettagli, lui notò subito che aveva comunque un aspetto triste, e, come sempre ansioso di regalarle il suo sogno, aspettò che lei gli parlasse.

-Ciao, uomo dei sogni, ho sentito che sei in grado di regalare a chiunque ogni sogno e ogni fortuna, io, che sono disperata, ho tanto bisogno di te in questo momento della mia vita.-

L’uomo dolcemente, dopo averla ascoltata, le risponde. –Io regalo sogni, ma non ho modo di regalare fortune, se potessi fare una cosa simile risolverei i problemi di tutti, e, in realtà, capita spesso che dei sogni da me regalati qualcuno ne abbia fatto la propria disgrazia.-

-Ma allora quale è il segreto?- Replicò la donna, intuendo già quel che sarebbe stata la risposta dell’uomo, e colta improvvisamente da un principio di panico, barcollò, con il terrore che il viaggio fino a quell’uomo si potesse rivelare inutile, l’uomo la sorresse e la fece subito sedere nella panchina. Dopo qualche minuto, lunghissimo per lei, brevissimo per lui, lui iniziò a raccontare:

-Cara amica mia, il segreto è il sogno stesso, se tu desideri fare del bene, o desideri che il tuo sogno diventi sole e luce per chi ti sta vicino, o userai il sogno per aiutare chi, per esempio, non si può permettere di sognare, allora vedrai che avrai il massimo del piacere dal tuo sogno, e, diciamo così, il sogno avrà un rendimento ottimale.- Lei si scosse un po’, ma aspettò che lui continuasse a parlare, preoccupata ma incantata dal suo modo di esporre un racconto che di suo, sarebbe stato freddo e noioso. –Se invece il tuo sogno, visto che sei ben vestita, ben curata, e sicuramente godi di agi che molti non si possono permettere nemmeno di sognare, quindi, se il tuo sogno è solo quello di risolvere nuovi problemi dovuti proprio al tuo stato di benessere, magari venuto meno per qualunque causa, allora, mia cara signora, sarà il caso che riduca la richiesta del sogno, ma starà a lei comunque deciderne la qualità, l’importanza e la quantità delle parole che dovrà usare per ottenere quel che desidera.-

La signora ringraziò quell’uomo dolcissimo di cuore, dicendogli che si, si sarebbe aspettata qualcosa di simile, ma come lui, con gesti e tono di voce sia riuscito a rendere l’idea dei pro e dei contro la ha davvero fatta ragionare, e che si, il suo iniziale impulso sarebbe stato quello di chiedere cose materiali, denaro, per risanare una economia ormai disperata e addirittura avrebbe chiesto di migliorare notevolmente il suo agio, ma mentre lui parlava lei si rese subito conto che troppa gente a causa sua soffriva, e il suo crasso egoismo la aveva accecata al punto di legarsi a doppio filo con gente pericolosa e senza scrupoli. Si fermò a valutare attentamente quello che avrebbe chiesto, mentre lui, seduto al suo fianco su una panchina di un bel legno morbido e accogliente, la guardava senza essere invadente, come se dolcemente le stesse consigliando il meglio per lei e per chi le stava vicino.

Lei dopo interminabili minuti decise: -Voglio morire nel sogno, dopo aver distrutto finanziariamente, e del tutto, la mia fabbrica, vedi uomo dei sogni, mio marito è deceduto anni fa, il suo aereo personale ebbe un incidente, e io non son sicura che non sia stato provocato appositamente per eliminarlo, lui era buono, mentre io ero la sua condanna, morale, materiale, lo ho sempre tenuto sul chi vive perché mi son sempre resa conto che avrebbe per tutta la vita dipeso da ogni mia volontà, il suo amore era così forte che io son riuscita ad avere mille amanti concedendomi a lui solamente per pochi minuti, in cambio di qualunque mio capriccio, qualunque mia richiesta.- L’uomo dei sogni rimase dolcemente impassibile, sapeva che lei avrebbe parlato a lungo, e le sorrise ancora più dolcemente, lei proseguì: -Sono stata sempre attratta dal potere e di conseguenza dal denaro che ne deriva, come se entrambe le cose fossero due binati, o due corna su un animale potente e virile, io ho sposato il suo denaro, ma da quando è morto, il consiglio di amministrazione di cui io stessa faccio parte, ha iniziato a sperperare prima i denari derivanti dall’assicurazione che lui aveva, poi ha intaccato il capitale, poi ha dovuto cedere alle lusinghe della mafia, e di conseguenza alla politica, io intanto ho iniziato a frequentare politici e a concedermi in cambio di favorire, leggi, e qualunque cosa potesse agevolare l’economia dell’azienda, tanto da essere diventata famosa su stampa e tv, ma si sa, la droga che apparentemente aiuta ed essere reattiva, alla fine fa si che il confronto con se stessi venga vinto senza lotte morali. Quindi io, uomo dei sogni, adesso andrei da un notaio, avendo ancora la possibilità di disporre, grazie alle quote di mio marito, della maggioranza dell’azienda, e devolverei tutto a qualche paese africano, creando strutture di lavoro, e ricostruendo villaggi distrutti proprio dal mercato delle armi prodotte nella fabbrica, e da viva non potrei mai riuscire  a fare niente del genere, perché sarei sempre ricattabile.- Si fermò, smise di parlare, e aspettò pochi istanti, l’uomo dei sogni rispose subito, come se non avesse avuto nemmeno il tempo di elaborare tutte le informazioni appena sentite, in quel fiume di parole dettate dalla disperazione e dal risentimento per quel che è sempre stato. –Donna, il tuo sogno sarà più elaborato, vai dal notaio, il notaio dei sogni, lui già saprà, subito dopo aver firmato le carte che troverai già pronte, torna qua, la tua piccola grande africa avrà quel che avrai deciso, e soprattutto, tu, avrai quel che meriti, ti regalerò molto più di un sogno, e vivrai anziché morire, vivrai di nuovo, e vivrai a lungo, insieme a tuo marito, ma rispettandolo e amandolo come lui ha sempre meritato, sarai finalmente felice.- Lei allora capì, l’aereo in fiamme non aveva ancora toccato il mare, dove si sarebbe inabissato, ma loro erano già parte delle nuvole, dei sogni, lacrimò con la felice consapevolezza di avere ottenuto il più bel sogno possibile.

 

Cesare

 

28 Settembre 2017