Tu sembri un film

Racconti

27/09/2017

Tu sembri un film

 

Tu sembri un film, icona del pensiero del regista, e allora in questo film sei tutti gli attori, ma non reciti, sei il mistero di un bel film di cui non si intuisce mai la fine, e dopo la fine stessa sei l’aspettativa del proseguo di quel film. Ma tu chi sei? In questa locandina appari vaporosa e il tuo sorriso somiglia a quello di una sposa, i titoli sono ancora da scrivere, perché ‘Tu sembri un film’ non può essere un titolo, ma solo l’inizio di te stessa.

Non sei descrittiva, sei fotografia eccellente, e un intervallo del film così lungo da sembrare una vita intera, e quindi magari sei tutto l’intervallo, e il primo e il secondo tempo son solo la sintesi, ridotti al minimo, sono il conoscersi e il dimenticarsi, sono solo la prova che esisti

Allora cerco la trama, la cerco in una sceneggiatura mai scritta e mi perdo, mi perdo in un tutto che hai costruito, senza volerlo, in una sequenza di situazioni istintive che scorrono serene e creano aspettative che mai saranno tradite, senza essere rivelate in anticipo, sei la sequenza e la conseguenza del tuo apparire, senza mai recitare, senza mai eccedere in un film senza attori, ma che è così reale da permettere di essere vissuto da dentro, dall’anima, risvolti e situazioni inaspettate ti rendono ancora più da oscar, interpretazione unica in un film unico, in un film che ora non sembra più, ma che è.

Osservo la location, castelli, mari e monti, monumenti millenari, con aria e vento ben palpabili, visibili, e non solo perché muovono i tuoi capelli, ma anche perché se ne sente il profumo, se ne sente l’essenza, e poi il fuoco, la terra e la natura intera, con animali e piante mai viste, in un contesto fiabesco, che rasenta il reale, il vero. E di fuoco e fiamme se ne usa il meglio, il calore dentro il film, la serenità del camino, le castagne ed il vino gustate sul tappeto, in un attimo in cui tutto il resto scompare, e senza essere melenso il film prosegue comunque dolcemente, inaspettato.

E ascolto la colonna sonora, la musica migliore, in ogni perché, come se fosse la risposta a domande mai poste, come se le note raccontassero con voce fuori campo quel che appare, ma in una melodia che diventa unica, che posso fare mia, che cambia ad ogni movimento, che si addolcisce per poi diventare forte e dura, e sempre entra nelle vene, nella vita, come se ogni sequenza di note trasportasse dentro il film, e non ci sono autori, non ci sono diritti di questa musica, perché non esiste una sequenza fissa, perché cambia in ogni istante senza mai ripetersi, come te, che sembri un film.

E poi arriva l’intervallo.

E allora io esco, e cerco il cinema.

E tu, attrice inaspettata, hai il mio biglietto.

 

Cesare 27 Settembre 2017