Il tempo in una goccia

Racconti

05/07/2017

Il tempo in una goccia

 

Voglio passare il tempo in una goccia, acqua eravamo, polvere ritorneremo, non mi piace, voglio restare acqua senza variare nel corso dell’esistenza, ma devo tener conto del freddo, del caldo, del fuoco e del vento, facendo uno sforzo enorme per restare nella goccia, ma la soddisfazione appaga ogni sforzo.

I suoni nell’acqua si propagano più velocemente, e questo mi permette di sapere un istante prima le cose, e di poter urlare quell’istante prima quel che serve a tutti, ma tutti chi? Se tutti saranno nella goccia non servirà. Allora cosa voglio? Il tempo nella goccia lo voglio passare da solo o con tutti, posso iniziare a passarlo da solo, e vedere come si sta, ma so già che starò bene, quindi dove è il problema?

Non voglio passare il tempo in una goccia con dei problemi, e combattere le intemperie, e sperare che la goccia evapori, in quel caso cosa mi succederebbe? La goccia è il grembo materno, lo so. La goccia è l’oceano che ci ha generati, la goccia è la casa calda e accogliente, allestita in ogni particolare per darci l’apparente senso del grembo materno, la goccia è l’amore stabile da cui si generano naturalmente i frutti di se stessi, scelti accuratamente tra miliardi di esseri in altri miliardi di gocce, due gocce diverse fanno nascere una sola goccia, perché essa stessa sia acqua, la più limpida e cristallina possibile, quell’acqua che noi vediamo sempre migliore della nostra, perché la miglior somma di due gocce.

Voglio passare il tempo in una goccia, e in quella goccia voglio te.

 

Cesare

 

5 Luglio 2017