La bacchetta magica

Racconti

03/02/2017

La bacchetta magica

 

Era conficcata nel cuore, la vedevo chiaramente, la tenevo tra le mani come una freccia, e non osavo tirarla via, ma non faceva male, e non c'era traccia di sangue, maledizione era dunque questa la risposta a tutte le domande? Mi sentivo in parte fuori dal corpo, senza peso, e i movimenti erano rallentati, ma quali movimenti poi? Mi sembrava di non avere il controllo di me stesso, un po’ come quando non si apre il paracadute e stai cadendo nel vuoto, ma in quel caso la gravità c’era, eccome. Io invece ero in totale assenza di gravità, e in parte di conoscenza, come se fossi ritornato bambino, l’istante in cui viene reciso il cordone ombelicale. Ecco cosa poteva essere, la bacchetta magica, la trasposizione del cordone ombelicale, ma che psicologia dovrei usare, non riesco nemmeno a immaginare di stringerla con la mano e cercare di estrarla dal cuore, ho paura di aprire un varco e far uscire l’anima, i pensieri, la mia esperienza, e probabilmente svolazzerei in questo ambiente. Ma dove  sono? Sembra di essere su un tavolo anche se morbido, un tavolo che mi contiene ma non mi permette, un tavolo di pelle, non freddo, ma nemmeno caldo, rigido nella sua comodità, come se volesse farmi concentrare solo su me stesso. Ma io su me stesso sono sempre concentrato, maledizione, cosa devo fare, provo a premere la mano che avvolge quella bacchetta verso il mio petto, un po’ per sentire il mio corpo, un po’ per capire che fare, senza riuscirci, provo allora  a stringerla, terrorizzato, non posso, non voglio, se fosse la mossa finale? Non ne conosco la conseguenza, prendo tempo. Cerco di concentrarmi sugli istanti che ricordo, quelli antecedenti, nulla, ho solamente ben chiara la mia esistenza ma senza nessun riferimento temporale, ma io chi sono, o cosa sono, o cosa sono diventato? Guardo la bacchetta, osservo bene la sua punta, non c’è sangue nemmeno sulla punta, mi era venuto in mente che potesse essere un canale di sfogo per la fuoriuscita del mio intero sangue, e che qualcuno potesse usarla come una cannuccia per nutrirsene, un po’ come fanno le persone quando hanno da prendere e mai da dare. No, non era quello il mio caso, e non era una cannuccia, sembrava proprio una bacchetta magica, ma quale magia avrebbe potuto fare? O avrebbe dovuto fare? Immagino allora da lontano dall’alto, di guardarmi, mi vedo misero, piccolo ma visibile, e la bacchetta da così lontano sembra uno stecchino lungo per la carne, che mi tiene conficcato al mondo intero, potente la sua forza, ma magari è solo la mia voglia di restare al mondo, allora il tavolo dove sono aspetta un medico, di quelli che odorano di morte, e che devono distrattamente scrivere una V sul mio corpo per il gusto poi di ricucirla, mi osservo più da vicino, dall’alto non  si vede nessuna V, nessuna cucitura, e per un attimo incrocio il mio stesso sguardo, e mi guardo, e tremo di paura, cosa sono? Mi faccio forza, se qualcosa di magico c’è in quella bacchetta nera con una strisciolina bianca quasi alla sua fine, devo scoprirlo ora, la afferro e con grande meraviglia ha una sua rigidità, la estraggo dal mio corpo, non mi sorrido, ma non ho paura adesso, ora la ho in mano, nessun segno nel corpo dopo l’estrazione, nessun segno, mi vedo chiudere gli occhi, tremo, e mi vedo tremare di freddo, mi guardo morire, ma non può essere! Allora carico il braccio della bacchetta, fino a dietro le spalle e colpisco con la forza della bacchetta il corpo morente, uno schiocco, una magia, sono ancora lontano per entrare in quella luce,vedo il mio corpo colpito da quella luce, che sembra disegnata, e io dentro quella luce mi vedo sparire, silenzio. Vedo solo ora chiaramente quel tavolo, scendo, mi ci sdraio, chissà dove ero andato in quella luce, ma immagino in un bel posto, allora lo voglio ancora quel posto, con la bacchetta in mano, la porto sulla mano sinistra, sinistra, la infilo nel cuore, la vedevo chiaramente, la tenevo tra le mani come una freccia, e non osavo tirarla via, ma non faceva male, e non c'era traccia di sangue, maledizione era dunque questa la risposta a tutte le domande?

 

Cesare

 

3 febbraio 2017