L'angelo custode

Racconti

20/01/2017

L’angelo custode

 

Il mio angelo custode è geloso, e invece non conosco la gelosia, pensa che la ho sempre gestita, dalla prima volta che son stato male per amore, sempre che fosse amore. Magari era passione, magari sentimento, magari sfida nei confronti di antagonisti, magari era chimica animale, magari era il distinguersi nel branco, magari tutto questo è amore.

Ho comunque risolto, regole semplici e basilari, non considero il “se la ami rendila libera”, parliamo di gelosia escludendo qualunque forma di possesso, che è la mutazione dovuta a frustrazione e insicurezza, no, parliamo solo di sana gelosia, le esasperazioni malate le lascio a dotti medici e sapienti.

Se qualcosa non è tua, non puoi pretendere che lo sia, quindi nulla, non ho nulla e non voglio nulla, e non voglio, a maggior ragione, essere qualcosa di qualcuno Essere fine a se stessi però non esclude la comune società che ci circonda, lavoro, affetti familiari, amici, semplici conoscenti, e quell’universo femminile, nel mio caso almeno, che è percorso da sempre a viso aperto e raramente a cuore aperto, e sarà per quasi sempre così, un percorso contorto ma coerente, lineare, percorso senza gelosia? Non sempre, almeno fino a che la gelosia non coinvolgeva anche l’oggetto della stessa, il soggetto più che l’oggetto, mi scuso, in quel caso subentra il rispetto di quell’universo che è identico al mio, non si può superare il cinquanta per cento di nessuno anche se in questa percentuale spesso non si concede nemmeno un punto percentuale. Ma quelle persone sono “sole” il loro cento per cento.

Se uno è geloso della macchina dell’altro, può sempre comprarla, uguale e sicuramente migliore, sempre che possa, se non può allora ci si aspetta che impari a dare valore alle persone e dimentichi che le persona hanno un prezzo, quelle che lo hanno si chiamano puttane non donne, e sicuramente non baciano, mentre la gelosia inizia dal bacio, mancato o ricevuto. Evito, evitiamo ancora le banalità, limitiamoci alle donne, quelle vere.

Ritorno al mio angelo custode geloso, che non voglio, ma che vorrei ci fosse, almeno per condividere la mente, o forse per credere di avere un amico invisibile, o forse perché considero il mio angelo custode la vera causa delle scelte che ho fatto e che farò.

Ogni mattina faccio la barba al mio angelo custode, lo sistemo ben benino, lo vesto, lo coccolo, e gli ricordo che tra me e lui, quello geloso è lui, mica io.Lui mi sorride e mi risponde che tra lui e me, l’angelo custode sono io, mica lui.

 

Cesare

 

20 Gennaio 2017