Analisi di una morte sbagliata

Racconti

21/12/2016

Analisi di una morte sbagliata

 

Dunque è così morire? Trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, uscire con la cena pronta e non arrivare mai a sedersi in quella tavola, imbandita per natale, uscire e scegliere il proprio regalo, ma sentirlo frantumarsi insieme alla tua stessa vita, schiacciato da un ideologia finta, distrutto da secoli di illusioni storiche e costruite. Tenendo la mano di un figlio che è l’unica ragione di vita, e vederlo insieme a te nell’istante in cui perde, senza poter capire, un futuro pieno della vita che ha appena iniziato ad imparare.

Dunque è così morire? Dopo ore, giorni, settimane di quel mare che è vita quanto è morte, dopo aver sperato di sfuggire ad una guerra di colore iniziata da persone pallide che perdono un onore mai avuto e cercano diamanti, oro nero, facile denaro, o armi da piazzare a facili mondi sconosciuti che si vendono per poco, e che raramente riemergono dagli abissi, dopo essere stati mare essi stessi, pasto per natura sotto quel livello, che solo le religioni riescono ad attraversare a piedi, per arrivare dove la speranza di verdi prati e una normalità sociale diventa troppo spesso la brutalità del commercio delle anime, vendute a caro prezzo nel mercato della vergogna.

Dunque è così morire? In morbidi grattacieli, trionfo tecnologico di menti spesso eccelse, che sfidano i venti e cercano quel dio che è tanto in alto, troppo in alto, così in alto da non poter fermare aerei e menti folli, votate ad un suicidio che raggiunge anima e cuore, è così morire, è bruciare in un inferno, è lanciarsi giù nel vuoto per scappare dal dolore, preferendo un solo istante, è la scelta della morte, sconfitti dalla vita, increduli nel panico e nel terrore, non si ride più per ogni gioco, non si piange più per ogni amore.

Dunque è così morire? In mille guerre senza onore.

Per ogni morte sbagliata c’è del dolo, per ogni vita che si spegne c’è distrazione, umana, sociale, economica, c’è disinteresse, fame, droga, religione e politica, c’è storia senza evoluzione.

 

No, noi non siamo mai morti, una volta sola, ma ogni volta.

 

Cesare

 

21 Dicembre 2016