Reali banalità

Racconti

15/12/2016

Reali banalità

Le mezze stagioni sono alternate, capita di passare dalle maniche corte al piumone con cappuccio, e guanti, e cuffietta, oppure si rimane in maglia leggera e giubbotto leggero, con occhiali da sole, oppure piove, piove sul bagnato, come quando hai una rata in scadenza e ti fermano con la revisione dimenticata, dimenticata perché il tuo unico problema era la rata in scadenza, e quella pioggia trapassa ombrello, il cappuccio e addirittura il tetto della casa la cui rata, appunto, è in scadenza. Ma c’è tanto ottimismo, c’è amore e c’è il coraggio di affrontare la giornata, e finalmente nella legalità, ora si può guardare la televisione, tutta, rai compresa, dove interi capitali vengono investiti in trasmissioni auto celebrative di mummificati personaggi, ma c’è fortuna, c’è la pubblicità, così solare, così piena di ottimismo e famiglie felici, poi ci sono i telegiornali, e i terremoti diventano la seconda notizia se la prima è che una ministra ha fatto sesso con tutto il partito, il partito preso, che ha preso la ministra, consenziente, prima però c’era, addirittura, cicciolina col partito dell’amore anale, che ha avuto rapporti sessuali, consenzienti, con feci comprese nel rapporto, e passava in secondo piano il farsi regolarmente le canne dei politici, consenzienti. Poi c’è il natale e siamo tutto più buoni, e dove se acquisti quel panettone a natale puoi, allora vergognosamente non riusciamo a  spegnere una televisione solo perché ne paghiamo il dazio, mai sia buttare via denaro già speso, e perdiamo l’aereo presidenziale proprio perché lo stiamo guardando alla tv, premier compreso, onnipresente anche e soprattutto nei canali di radio maria, sponsor unico di ici imu e tasi, e anche del mancato pagamento del canone rai, ma il natale è anche chiesa, è carità cristiana, è aggregazione dei nuclei familiari regolarmente e ufficialmente costituiti, e benedetti da un papa simpatico che telefona a tutti, tranne che a te, che ti fa rimpiangere di non aver pagato mai il canone fino a questo fantastico anno che volge al termine, poi cambi canale e anche in mediaset si prostituiscono ore tv per esaltare papa chiesa e tutti i più libidinosi e frustrati usufruttuari di quel canone, ma non cambiare canale, il santo natale prosegue fino alla bestemmia del capodanno dove in anticipo su tutti solo per fini commerciali fanno accumulare minuti interi di interessi alle banche anticipando l’anno nuovo, e allora spegni, stanco, ma registri, senza mai poter guardare quello che registri, però vanti un archivio corposo, che inizia con il circo, dove animali in gabbia vengono ammaestrati penosamente da animali fuori dalla gabbia, per poi essere visti da altri animali sui divani davanti alle televisioni. Ed arriviamo nel nuovo anno per contare le mutilazioni di una guerra inesistente dove i botti e le botti si perdono nei divieti, per finire tra ospedali e palloncini, dove il delitto perfetto adesso è quello stradale, dove si va sul penale dopo una cena con don parroco e frate indovina se li fermano i santi, protetti e protettori, che si trascinano, che ti trascinano fino a pasqua, dove il vegano per eccellenza mangia agnello, il suo, dopo che per tre giorni ne ha fatto frollare le carni come fosse un cinghiale, nascosto anche lui nella grotta con la chiave di pietra, vestito anche lui di magliette con effigi antiche di barbuti ragazzoni trentatreenni sudati ma di lino vestiti, e il vino passa e il pesce dopo tre giorni puzza, inutile moltiplicarlo, inutile aspettare da pasqua al nuovo natale, con solo un’assunzione in un estate torrida di ferie mal godute e sudate liquidazioni.

Lo so, dovrei smettere di sniffare natali e trangugiare capodanni, ma quando il banale è comunque la realtà, nessuno dovrebbe permettersi di denigrarlo.

Buone cose

 

Cesare

 

15 Dicembre 2016