Social

Racconti

14/11/2016

Social

 

Ciao, sono il social, e creo falsi stati d’animo e valvole di sfogo, io distruggo le tue fantasie rendendoti uguale agli altri, io ho il potere di farti dire si o no, solamente portandoti a leggere quello che più mi interessa che tu legga, per ogni condivisione che fai peso, valuto, giudico e indirizzo te per la prossima condivisione, e ti spingo verso il prossimo canale, quello che a me interessa che tu segua.

Non puoi liberarti di me anche se hai provato, chiunque sia temporaneamente uscito è poi sempre rientrato. Sono fatto di  mille facce, di molteplici forme, sono il social che più si adatta a te, plasmandoti secondo i canoni della tua intelligenza, facendoti credere che i tuoi interessi siano i miei, che le tue aspettative te le possa offrire io più di chiunque altro, che la tua felicità dipenda in gran parte da me, e ti rendo virile e affascinante facendoti credere che i successi con le persone siano solo ed esclusivamente dovuti a te, ma tramite me, i tuoi stati d’animo li valuto e li risolvo, ti mando sempre la persona giusta al momento giusto, ma solo perché mi servi attivo, allegro e attento alla novità, e tu, quella novità, la devi acquisire, e alla fine acquistare.

Io conosco oltre alla tua faccia, oltre ai tuoi vestiti, anche la tua posizione fisica, e ogni volta che chiacchieri anche i tuoi segreti, le tue tresche, so quanto sei bugiardo o sincero, e uso questo potere, restituendo alla tua libertà di essere, poco e niente, anzi, catturo ogni tuo istante libero e incapsulo i pensieri che hai a social spento, riferendoli in un loop infinito, sempre al social stesso, a me.

Padrone del tuo tempo, del tuo denaro, delle tue amicizie e dei tuoi tradimenti, io, social, valuto fino a che punto posso spingermi forzando la tua disattenzione, plasmando le tue scelte, costruendo la macchina perfetta dentro te, la macchina che mi apre le strade più buie, quelle delle gallerie delle tue paure, perché le tue paure si vendono a caro prezzo, io, social, somiglio alla chiesa, alla religione del mercato economico della compravendita della felicità, e della vita eterna, io, social, sono il tuo dio, e tu, stupido impotente essere, incapace di confrontarti al di fuori di me, soccombi, e mi usi, e rido insieme a te che non sai che la tua risata è costruita.

 

Cesare

 

14 Novembre 2016