Il ladro di sogni

Racconti

14/10/2016

Il ladro di sogni

 

Richiudo gli occhi, è così bello che voglio che prosegua, riesco, continuo a baciarla, sento le sue mani che mi accarezzano la schiena e il sapore delle sue labbra, uno stato unico di piacere, lo sto sognando, ma è così vero, ma ora li devo riaprire, non so mai perché si deve smettere di sognare, visto che la notte è lunga. Apro gli occhi e vedo l’ombra, che rendendosene conto fugge, portando con se il mio sogno, io so di non poterli più richiuderli e continuarlo, quel meraviglioso sogno, allora di scatto mi alzo, e decido contemporaneamente di volere ricordare il mio sogno, una volta tanto. Raggiungo l’ombra, non era fuggita, non si aspettava che io mi alzassi appena svegliato. L’ombra è dietro l’angolo, i suoi occhi, al buio, si illuminavano del mio sogno. Insieme ci sediamo, e ci guardiamo, e io scoppio a piangere, capendo solo in quell’istante il perché in tutta la mia vita ricordo solo pochi e rari sogni. L’ombra mi porge il sogno, lo faccio mio di nuovo, ora per una mattina lo ricorderò, completamente, gli occhi dell’ombra smettono di illuminarsi, non riesco a non guardarli, mi ci tuffo dentro, l’ombra prova ad avvisarmi, ma è tardi, sono dentro, in un inferno buio dove incubi, terrore, paure che son state mie, riaffiorano, ma non può essere solo così. Inizialmente vinto dal terrore del mio passato, cerco dentro gli occhi dell’ombra, ladri dei miei sogni, quelli belli. Invano.

Mi riprendo, mi guardo e son seduto nuovamente di fronte all’ombra, e con lo sguardo chiedo.

Ma già sapevo la risposta.

L’ombra non scomparirà finché io avrò paura del mio passato, di tutte le mie ombre, e di tutto quello che sarà. E ruberà tutti i miei sogni, e lo farà finché gli incubi continueranno a tormentare il mio sonno e i sogni fantastici saranno rari. Ma l’ombra l’ho creata io, l’ho creata dalla luce fioca dei miei ricordi, e rimane ombra della mia poca luce, la sola che riesco ad emanare.

C’è una soluzione, guardo l’ombra, l’ombra guarda l’orologio a pendolo sul muro, che è fermo, rotto.

Ora so cosa devo fare.

 

Cesare

 

14 Ottobre 2016