Platamona

Racconti

08/07/2016

Platamona

E cammino senza meta, osservando la gente, ho il passo lento, sono più alto di questa coppia che sto per incrociare, nel classico marciapiede con il palo della luce quasi nel mezzo, se avessi l’ombrello non potrei passare senza acrobazie, la signora ha una costosa permanente, probabilmente sta per andare a Platamona, al mare, lui invece ha i jeans, calze bianche e scarpe chiuse, la camicia, a maniche lunghe, è dentro i pantaloni, e questo me lo conferma, stanno andando proprio a Platamona, chissà perché i sassaresi vanno al mare così, le donne quasi non fanno il bagno, gli uomini si devono cambiare quasi completamente, probabilmente una storica discesa dalla collina sassarese verso il mare non ha mai liberato lo spirito del vestirsi comodi, e probabilmente la parrucchiera che ha fatto la permanente ha preteso molti soldi, e sudare sotto la cappa di capelli e lacca non ha costi aggiuntivi. Lei ha dei vistosissimi occhiali alla moda, grandi lenti e delle sigle visibilissime nelle stanghette, in modo che mai nessuno possa pensare che si possa permettere la permanente a non gli occhiali firmati, lui, costretto nelle scarpe chiuse, ha il portachiavi della chiave della macchina come la casa glielo ha dato, mai sia che venisse scambiato per uno che compra la macchina di seconda mano, magari con quel graffio che una lei qualsiasi ha lasciato sulla portiera mentre entra nel garage, la chiave della macchina è di quelle col pulsante per aprire il portabagagli, tanto inutile quando d’effetto per chi ha la macchina più piccola della sua. I gioielli di lei sono poco vistosi, nascosti tra la permanente e un collo quasi inesistente, se non fosse andata dalla parrucchiera, che non le ha mai rilasciato uno scontrino permettendosi di andare alle Maldive ogni anno, le si vedrebbe la ricrescita, nessuna più bassa di qualcuno che incrocia per strada dovrebbe mai avere la ricrescita. Sembrerebbe alta bigiotteria, ma magari sono gli orecchini della mamma deceduta anni fa, le donne non sanno che noi uomini non distinguiamo l’oro dalla maionese nemmeno assaggiandolo, e comunque la signora sembra poco attenta almeno ai gioielli, come se la chiave della macchina del, credo, marito, sia già da se garanzia di agiatezza economica. Le dita sono poco ingioiellate, magari per sicurezza, vero è che non farà il bagno, ma non  vorrai perdere qualche prezioso anello di qualche banale ricorrenza nella sabbia, per poi farsi vedere alla sua ricerca, come dei semplici zingari che frugano nel cassonetto, alle dita porta infatti solo semplici anellini, magari di qualche regalo di persone indifferenti, ormai dimenticate, con le quali non è più potuta uscire da quando ha conosciuto le amiche con i gioielli più grossi, e ha dovuto iniziare a fare permanente, perché gli uomini no, ma le donne eccome se riconoscono l’oro solo al fiuto. Lui ha i polsi liberi da braccialetti, non considera molto maschile portare braccialetti, e non ha nemmeno la fede al dito, ma magari è solo per non perderla, lui si che farà il bagno a Platamona, al polso ha un orologio con un consumato cinturino in pelle, sudato, orologio d’oro, magari della cresima o della laurea, sembra un orologio meccanico, datato, magari riparato più volte, si vede e non si vede, nascosto tra il polsino chiuso della camicia, o libero a seconda di come lo fa vedere alla gente che passa, nella mano opposta ha le chiavi della macchina,  per non rischiare di incrociare due persone importanti ad entrambi i lati, ma adesso il marciapiede è stretto, e lei si ferma, come in rituale a loro noto, per far passare lui avanti, dichiarando apertamente di essere casalinga, e di sottomettersi, almeno apparentemente al guadagno del presunto marito, inibendo al propria capacità intellettuale e sessuale. Lui, con la sua camicia a maniche lunghe, senza sapere che in estate le maniche lunghe non sono una moda, ma un modo che avevano le persone importanti di nascondere i buchi della droga nelle braccia, passa avanti a lei spostandosi con quel fare che solo l’uomo che va a Platamona ha, con negli occhi la certezza che lei non potrà mai guidare la sua macchina, lei infatti ha la patente ma non la usa, come tante donne fanno, pentendosi poi solo alla fine della strada, strada che hanno percorso a piedi, con un marito avanti a loro, con delle amiche false acquisite da poco e poche amiche vere perse da sempre.

 

Cesare

 

8 Luglio 2016