La soluzione esatta

Racconti

02/04/2016

La soluzione esatta

A) Sono nato su un panfilo, l’ostetrica oltre alla laurea in medicina, ne aveva anche una in architettura, mio padre, sconosciuto, credo avesse a che fare con armi e petrolio, mia madre, impasticcata e circondata da decine di muscolosissimi giardinieri, urlava sempre come una gallina, da piccolo mi chiedevo perché c’erano tanti giardinieri sul panfilo, per la posidonia, immaginavo.

Ho studiato con decine di maestre e maestri, ho due lauree ma non so nemmeno in cosa, visto che ogni volta che non avevo voglia di studiare mi facevo portare a terra dalla scorta. La scorta, una volta arrivato a 14 anni, ho preteso fosse femminile, e la selezionavo personalmente, le mie guardie del corpo dovevano essere di mio gradimento. A diciassette anni mi ero già annoiato del sesso, anche quello con due o più guardie del corpo. A ventotto anni avevo combinato ben poco, ma ero bravissimo a fare il ragazzo viziato, e con il gusto estetico che ho sempre avuto, ho comprato macchine, orologi e tutto quanto appagasse la mia vista, il piacere delle cose belle non mi ha mai abbandonato.

Per le donne invece ho sempre cercato i difetti più minimi per poter decidere di cambiarle, anche se non ne ho mai avuto bisogno. A trent’anni mio padre ha cercato di farmi firmare mille carte davanti agli avvocati e i notai più famosi di Russia, America, ma soprattutto italiani, notoriamente i più scaltri.

Non ho figli, o almeno non so di averne, è facile infatti che mia madre risolvesse eventuali mie paternità.

Non sono felice, no.

 B) Sono nato da solo, credevo infatti di non aver avuto nemmeno una madre, almeno fino a cinque anni. Vivo in un quartiere malfamato di una piccola cittadina, mia madre non si drogava, ma si prostituiva, mio padre la picchiava, almeno quando non era in galera, miei fratelli più grandi son riusciti ad emigrare appena fatti diciotto anni, uno in Germania per prostituirsi, l’altro in Africa del Sud, credo faccia il missionario. Io non sono emigrato appena fatti diciotto anni perché mamma ha iniziato a stare male, HIV credo, ma non so, ho sempre avuto il rifiuto delle malattie.

Lavoro in una pizzeria, mi faccio le canne ma non vado oltre, mie sorelle stanno a casa con me e la mamma, mi coccolano, ma solo perché le difendo, so sparare bene e sono molto rispettato nel quartiere, mamma ha avuto la buona idea, almeno quella, di mettere da parte i suoi guadagni, investendoli bene, ma non so su cosa. E adesso possiamo comprare una Fiat 500.

La mia fidanzata è bellissima, o almeno io la vedo così. Facciamo sesso con maniacale regolarità, e soprattutto parliamo tanto, del presente, mai del passato, raramente del futuro.

Sto bene, si, sto bene.

 C) Sono nato.

Sono felice.

 

 

Cesare

 

2 Aprile 2016